Film & Cultura
Ciclo 2009-2010:
FILM DA (RI)SCOPRIRE - 10 ANNI DI NUOVO CINEMA ITALIANO
Registi agli esordi, attori emergenti, film da scoprire (o da riscoprire). Un viaggio in 8 film alla scoperta delle nuove voci del cinema italiano.
1. La ragazza del lago (A. Molaioli, 2007) - con sottotitoli in inglese
Film diretto da Andrea Molaioli, al suo debutto registico, ispirato al romanzo Lo sguardo di uno sconosciuto della scrittrice norvegese Karin Fossum. È uscito nelle sale cinematografiche italiane il 14 settembre 2007 ed ha vinto 10 David di Donatello.
“La ragazza del lago' è un film orgogliosamente d'autore, dove la soluzione del caso risulta subordinata a un'indagine di tipo extrapoliziesco. Tra Maigret e Ingravallo, il commissario Servillo porta nel film il senso di un'irresolutezza esistenziale non nuova al cinema. Acuto, dolente, osservatore. E un po' accademia di se stesso.” (Michele Anselmi, 'Il Giornale', 2 settembre 2007)

2. L'uomo in piu' (P. Sorrentino, 2003)
Opera prima di Paolo Sorrentino, acclamato regista de "Le Conseguenze dell'Amore" e "Il Divo", con uno straordinario Toni Servillo. Film presentato in concorso nella sezione Cinema del Presente alla Mostra del Cinema di Venezia del 2001.
"Cosa hanno comune un solitario calciatore all'apice della propria carriera ed un esuberante cantante di successo, cocainomane e donnaiolo? Lo stesso nome, la stessa citta´(la Napoli degli anni '80) e un comune destino da uomini in piu' per i quali il "pareggio non esiste".
Un film da non perdere!

3. Tutti giu per terra (D. Ferrario, 1997) Film diretto da Davide Ferrario, tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Culicchia. "Era tutto un complotto: mio padre, la colazione, la scuola, quelli sul tram, quelli a piedi. I marciapiedi. Tutti con lo stesso obiettivo: rovinarmi l'esistenza. Fregarmi. E io cercavo di fregarli a modo mio. Come? Ero libero. Libero! Libero nel senso che non avevo un cazzo da fare, ecco." (Walter, interpretato da Valerio Mastandrea)
4. La lingua del santo (C. Mazzacurati, 2000)
Film diretto dal regista Carlo Mazzacurati, narrato per mezzo delle vicende agrodolci di due amici in fuga. Carlo Mazzacurati racconta il Nord Est - la sua Padova, la laguna veneziana e i colli veneti dove ambienta la fuga e le avventure di due poveri sfigati di provincia - con un mix d'incanto (la fotografia di Alessandro Pesci è semplicemente bellissima) e di surreale divertimento. (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 9 settembre 2000)

5. Saimir (F. Munzi, 2005)
SAIMIR si propone il compito non facile di rispecchiare una realtà esterna a quella del suo autore, il trentaseienne romano Francesco Munzi regista e sceneggiatore (con Serena Brugnolo e Dino Gentili) di questa piccola (dal punto di vista produttivo) ma convincente opera prima, che si addentra nello sconosciuto territorio dell'immigrazione clandestina. (Da La Stampa, 30 aprile 2005)

6. Il vento fa il suo giro (G. Diritti, 2005)
Si tratta di un film in lingua italiana, occitana (il titolo in occitano è E l'aura fai son vir) e francese; queste ultime sono sottotitolate in italiano. Il vento fa il suo giro trae origine dal detto popolare che vede il vento come origine di tutte le cose, come movimento circolare in cui ogni cosa ha inizio e fine.

7. L'aria salata (A. Angelini, 2006)
"La professione di educatore carcerario costringe Fabio a confrontarsi con il padre ergastolano che aveva cancellato dalla propria vita. Un esordio notevolissimo, che ci obbliga a fare i conti anche con quello che non capiamo o non accettiamo. Bravi Pasotti e la Cescon, ma bravissimo Giorgio Colangeli, che teatro e tv hanno usato finora meglio del cinema" (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 17 ottobre 2006)
8. Fortapasc (M. Risi, 2008)
Diretto da Marco Risi ed interpretato da Libero De Rienzo, Valentina Lodoni e Michele Riondino, ''Fortapàsc'' è la storia del giovane giornalista pubblicista napoletano Giancarlo Siani, ucciso a Napoli la sera del 23 settembre 1985 all'età di soli 26 anni. "Buonissimo film, asciutto e vigoroso, che segna un gran progresso di Marco Risi. Lo stile e ammirevole sia nella minacciosa corsa notturna dei motociclisti in citta, sia negli ambienti ricchi, pesanti e cafoni delle case dei camorristi, sia nella semplicita del protagonista, sia nel senso di allarme che grava sui quartieri." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 27 marzo 2009).

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