
Che succede in Spagna? Chi sono questi “Indignados” che occupano Puerta del Sol da quasi due settimane? Ci sono analogie con l’Italia?
Dal 17 Maggio a Madrid nella piazza di Puerta del Sol simbolicamente ma in realta’ in tutta la Spagna, migliaia di persone protestano contro il Governo, si dichiarano stanchi e preoccupati per il futuro, indignati dalla loro situazione economica e sociale e sono diventati protagonisti della campagna elettorale che ha portato alla disfatta di Zapatero.
Sono professori, impiegati, artisti, padri e madri che si sono resi conto che lasceranno ai loro figli una Spagna peggiore di quella che hanno ereditato dai loro genitori, e chiedono un cambiamento sociale ed economico radicale. Si definiscono “Indignados y organizados”.
In Italia piu’ che con gli operai della FIAT che protestano contro Marchionne e il Governo, piu’ degli studenti sui tetti che protestavano contro la Gelmini e la riforma universitaria, gli indignados sono forse piu’ vicini al popolo viola o ai girotondini di qualche anno fa, guidati da Nanni Moretti. Cioe’ non sembra, per quello che leggiamo sui giornali italiani[1] e spagnoli[2], una protesta di classe (operaia o studentesca) ma e’ piu’ un movimento che vuole scuotere la classe politica e che fonda la sua protesta sulla crisi economica spagnola, nonostante i fasti di qualche anno fa in cui la crescita era tale da insidiare il posto proprio l’Italia nel G8 e l’economia giovane e flessibile, come l’Irlanda, era considerata tra le migliori in Europa.
Ora gli stessi spagnoli si riscoprono senza lavoro (disoccupazione giovanile al 45%!) e senza prospettive. Le risposte economiche che il Re Mida Zapatero ha dato in questi anni sono state inefficaci e gli spagnoli lo hanno punito inchiodandolo alle elezioni, facendogli perdere tutto il sostegno popolare e ponendo le basi del ricambio.
Anche in Spagna, come in Italia, la legge elettorale consente solo di votare il partito, non il candidato, e sono i partiti che mettono in lista i loro esponenti assicurando i primi posti ai leaders che quindi non possono essere giudicati dagli elettori. Esattamente come nell’attuale legge elettorale italiana, la famosa "porcata" di Calderoli, che toglie ai cittadini la possibilita’ di dare le preferenze e lasciando ai partiti il privilegio di decidere chi mandare in Parlamento.
Dalla protesta sociale alla protesta elettorale il passo e’ breve, ovunque in Europa. In Germania la Merkel perde voti a ogni elezione, nonostante un’economia forte, in Spagna si prepara il cambiamento, in Italia i Pisapia, Fassino, De Magistris e Grillini vari stanno trasformando il voto di protesta in programmi concreti e raccolgono il voto di tutte le persone stanche della politica della casta e che vogliono risposte sul loro futuro.
Il tema centrale della protesta infatti e’ il futuro: chi ce l’ha se lo tenga stretto, chi non ce l’ha s’indigni ora o taccia per sempre.
[1]http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/21/news/sfida_degli_indigados_al_governo_i_manifestanti_restano_in_piazza-16560508/index.html?ref=search
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/05/20/news/gli_indignati_scendono_in_piazza_a_sostegno_dei_giovani_spagnoli-16524060/index.html?ref=search
[2] http://politica.elpais.com/politica/2011/05/16/actualidad/1305579962_497160.html

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