Posted by beppelop
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Premessa: non siamo l'Istat ne' Mannheimer in versione Porta a Porta, pero' dal sondaggio che abbiamo lanciato qualche settimana si possono fare alcune considerazioni interessanti.
Cosa si può dire partendo da 221 questionari? I principali risultati sono stati presentati alla serata del 2 Marzo all’incontro-dibattito “Italiani senza frontiere”e saranno presto pubblicati sul nostro sito.
A me era stato chiesto di leggere le risposte alle domande aperte, quelle in cui tutti avete messo liberamente quello che pensate su Ginevra, sui motivi per restare o non restare, sull'Italia e sui motivi per ritornare o no.
Non era del tutto inaspettato leggere che il principale motivo per non tornare e' l'insofferenza verso un paese, una politica e un'economia che non lascia altra possibilità che andare a cercare fortuna e riconoscimento altrove. E' un po' più sorprendete leggere le parole dure con cui si descrive questa insofferenza.
"La situazione politica, la corruzione che non permette un reale progresso, siamo sempre ancorati sulle stesse banali problematiche..." oppure “Mancanza di senso civico, di valori del rispetto, troppa burocrazia, politica inefficiente, nessuna meritocrazia, ottusità delle vedute, poca internazionalità e troppa importanza a cose futili”.
Altri hanno scritto “Politica, opportunità di lavoro inesistente, qualità di vita pessima specialmente nelle grandi città, corruzione e decadimento dei valori”.
Chi vive a Ginevra, una sorta di paradiso terrestre a misura d'uomo per qualità della vita, proprio non sopporta il sistema di nepotismo quasi medievale ancora così forte in Italia. Queste cricche, caste, élite che non rappresentano più le persone normali hanno stancato un po' tutti, senza distinzione tra destra e sinistra - se esistono ancora - o tra politici che saltano da un partito all’altro, segno che dietro i simboli ci sono sempre meno idee.
Posted by beppelop
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Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.
Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.
Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.
Francesco De Gregori (Album “Viva l’Italia”, 1979)
Dalla / De Gregori – Live in Modena 2010
http://www.youtube.com/watch?v=mwEC4X0lfAw&feature=related
Posted by beppelop
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Diciamoci la verita’, gli sterotipi ci piacciono, anche se quando riguardano gli italiani alla fine cadono sempre sugli stessi cliche’ della pizza, gli spaghetti, la mafia, le donne.
Ma cosa c’e’ all’origine di stereotipi ormai radicati anche nelle culture altrui?
Per quanto riguarda la mafia o il crimine in generale, un grande ruolo l’ha avuto e continua ad averlo il cinema americano con le sue caricature dell’Italia rese per sempre famose dai tanti attori italo-americani di Hollywood.
Ho letto qualche giorno fa un articolo su Al Pacino che diceva che qualsiasi ruolo abbia fatto dopo Il Padrino il suo volto per il pubblico era sempre il volto di Don Corleone.
I film western italiani in America, non a caso, sono catalogati come spaghetti-western, da Sergio Leone in poi. Famosissimi in tutto il mondo per il loro westerns i grandi Bud Spencer e Terence Hill, che pero’ curiosamente all’estero non sono identificati come italiani, ma sono uno di Napoli e l’altro di Venezia.