
Finite le vacanze, dimenticate le feste, salutati amici e parenti, si torna finalmente a casa. Parlare di “casa” a Ginevra puo’ sembrare eccessivo, a volte si tratta di piccoli appartamenti condivisi da vari studenti, o interi palazzi di studio, bilocali in cui uno dei locali e’ il bagno e l’altro e’ la camera da letto con fornello da campeggio in un angolo (io ne ho avuta una cosi!), i piu’ fortunati possono addirittura superare i 50m2 con due veri locali piu’ toilet, i temerari azzardano il posto auto.
Mi piace prendere spunto per il Blag da vecchi film o spezzoni ormai dimenticati dai piu’ giovani ma che fanno parte della cultura italiana a pieno titolo e della storia di molti di noi che con questi film sono cresciuti. Oggi ho scelto il pezzo cult in cui Renato Pozzetto, nel film “Ragazzo di campagna” (1984) va a visitare un avvenieristico monolocale, nell’ambito del suo adattemento alla realta’ cittadina dalle sue origini, appunto, di campagna. http://www.youtube.com/watch?v=loRlF-EuEdo
Da notare l’attualita’ del film, in cui Artemio, il protagonista, compie 40 anni (ragazzo...) e decide che e’ ora di uscire di casa perche’ si accorge che la semplice vita di campagna non gli basta piu’, non ha ancora visto il mondo oltre la provincia e prova l’avventura nella grande metropoli, con mille disavventure.
Per tornare al problema casa, quanti di noi si sono trovati in situazioni simili a Ginevra? Leggendo annunci che sembravano promettenti, per necessita’ e a volte per disperazione, capita di visitare sottoscala senza finestre (!), studio con bagni in comune, un “ampio” monolocale abitato temporaneamente da un cinese compreso nell’affitto (e’ successo!), o di fare visite lampo ad appartamenti talmente periferici che nello stesso autobus ci sono persone in tuta da sci...
Le peggiori di tutte, comunque, sono le visite comuni, aperte a tutti, in cui sin dal primo momento, vista l’affluenza di persone, si capisce subito che e’ inutile fare domanda.
Non sto affrontando di proposito l’argomento Regi perche’ meriterebbe un libro, non un blog, a parte.
Ma perche’ funziona cosi? E’ solo una questione di domanda/offerta, troppo poche case disponibili e troppe persone, disposte a pagare affitti alti, che ne vogliono una? Io non credo. Se a Ginevra ci fossero il doppio delle case disponibili, gli affitti non sarebbero piu’ bassi e la ricerca sarebbe comunque difficile.
E’ il sistema-casa che non funziona, o meglio funziona benissimo per chi con questo sistema ci guadagna, non per chi si trova dall’altra parte e vuole trovare casa.
Tra l’altro, credo si possa verificare facilmente, la popolazione a Ginevra e’ cresciuta esponenzialmente e in breve tempo come la sua dimensione internazionale, da citta’ svizzera a bordo lago a fulcro delle relazioni internazionali, bancarie e industriali.
E allora, in attesa che si adatti la citta’ con nuove strutture e infrastrutture per migliorare la viabilita’ e la disponibilita’ abitativa, non resta che far adattare le persone: chi preferisce affittare un appartamento in Francia, chi osa stare al centro giocandosi meta’ dello stipendio, chi preferisce spostarsi in macchina, autobus o treno da fuori Ginevra, chi vive con un cinese sul balcone continuando la sua ricerca sperando che un giorno una regi si ricordi di lui, o almeno del cinese!

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