ITALIANI ALL’ESTERO: BIGLIETTO DI SOLA ANDATA


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Qualche settimana fa repubblica.it ha chiesto ai suoi lettori all’estero di raccontare la propria storia di “fuga” dall’Italia, le storie possono essere tuttora consultate sul loro sito internet (http://racconta.repubblica.it/italiani-estero/risultatitotali2.php). Anche in Spagna El Pais ha lanciato una proposta simile e i lettori hanno risposto dando sfogo a tutto il loro disagio, risolto in molti casi andando all’estero a cercare fortuna e lavoro (http://www.elpais.com/especial/preparados/).

Vi consiglio, se avete un po’ di tempo, di leggere qualche storia, in particolare sull’Italia visto che ci riguarda da vicino:giovani, italiani/e, istruiti/e che a un certo punto della loro vita comprano un biglietto d’aereo sola andata (basta un low cost...) per un altro paese con la voglia di riuscire laddove in Italia le possibilita’ sembrano precluse.

USA, Argentina, Australia, Germania, la stessa Svizzera sono mete storiche dell’emigrazione italiana, cui oggi si aggiungono soprattutto Spagna, Gran Bretagna e Irlanda.

Ora non e’ strano che questo accada, e’ successo in passato (pensiamo ai nostri nonni o ai parenti vari con la valigia di cartone, in molti casi senza) e succedera’ in futuro. Ma chi partiva prima lo faceva a malincuore, costretto (un po’ come oggi) ma sicuro di tornare un giorno non lontano a raccontare una storia di successo, la sua storia, e spesso conl’unico desiderio di vivere in Italia con la propria famiglia dopo aver superato la crisi economica.


Oggi non e’ piu’ cosi. Leggete le storie di Repubblica, troverete voglia di scappare, frustrazione, quasi voglia di vendetta verso un paese che non sembra voler trattenere nessuno e soprattutto poca voglia di tornare a vivere in Italia, magari un giorno ma senza fretta. Ragazzi e regazze costrette ad accettare lavori molto al di sotto delle aspettative in Italia che hanno ottenuto tutto quello che volevano all’estero, dal lavoro, dall’universita’, dalla vita personale. Ad esempio, un ragazzo, esasperato dalla burocrazia consolare, ha giurato davanti al Console di cambiare nazionalita’ ed e’ diventato tedesco! Un altro ha avuto una figlia da una moglie americana, appena e’ nata il consolato americano gli ha regalato il passaporto per la bambina, da quello italiano sta ancora aspettando di essere ricevuto...Alcuni hanno tagliato i ponti con l’Italia, altri conducono vite a meta’ tra il lavoro (all’estero) e la famiglia (in Italia).

Bloggers di professione e altri appassionati della rete stanno cercando di condividere le loro esperienze in tutti i modi possibili, programmi radio, libri sul tema, blog ormai famosi (http://fugadeitalenti.wordpress.com/percheilblog/), social network.

Sebbene ogni caso sia diverso (e per questo ogni storia vale la pena di essere raccontata) anche noi facciamo parte di questi italiani in fuga, alcuni di noi sono “cervelli in fuga”, altri sono solo in fuga!...Condividiamo le stesse storie, paure, frustrazioni, rivincite raccontate dai nostri connazionali all’estero o per chi vive a Ginevra e’ diverso?

Se volete, raccontateci cosa ne pensate, se avete voglia di tornare, o magari di andare verso una nuova destinazione, sempre con biglietto di sola andata e rigorosamente low-cost!

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Posted by Alberto on
Ma se è proprio il primo ministro che suggerisce ai giovani di trovare lavoro all'estero. Guardate il video, a partire dal minuto 3:30
http://www.youtube.com/watch?v=EV9P5AbkI64
Posted by Diego on
Alle prossime elezioni non si torna per votare.
Si vota per tornare.
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