VIA I TOPI TERRONI, GA PENSOM NUM!...

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In questi giorni sta facendo discutere la campagna lanciata per le strade ticinesi con tanto di sito internet (http://www.balairatt.ch/) sui topi terroni che rubano il lavoro agli svizzeri. Per terroni in questo caso si intende lombardi e piemontesi che tutti i giorni attraversano la frontiera per lavorare nel cantone svizzero-italiano o che si sono trasferiti per lemigliori condizioni che hanno trovato in Svizzera. La campagna si basa su tre argomenti principali, lavoro, sicurezza e fiscalita’. Il sito lancia poi l’idea di suggerire soluzioni per rimandare a casa i topi Fabrizio, Bodgan e Giulio (nel manifesto qui sopra).

Ora se proprio ce lo chiedono loro, diamogliele queste soluzioni!

  1. Lavoro: «stiamo arrivando a 45,000 frontalieri!». Il sito lancia l’allarme degli italiani che vengono a rubare uno stipendio che al loro paesello nemmeno si sognerebbero! E che gli svizzeri sarebbero ben contenti di fare certi lavori (piastrellisti, fabbriche, ristoranti). Tutto vero! Ma la soluzione e’ a portata di mano: basta abbassare gli stipendi, rendeteli uguali a quelli dei paeselli vicini, e poi basta con incentivi, disoccupazione, chomage, e altre cose simili che non fanno altro che attirare i topi (chiamali fessi!). Ormai in Svizzera conviene di piu’ non lavorare che lavorare, un annetto di chomage non si nega a nessuno, poi durante l’anno ci si ri-qualifica, nuovi corsi, e si torna sul mercato per trovare posti migliori di prima.

  2. Sicurezza: «il 60% dei reati nel canton Ticino e’ commesso da stranieri!». A parte che in Svizzera nei reati contano anche la contravvenzione per la macchina parcheggiata dieci minuti in piu’, anche qui la soluzione e’ presto trovata. Depenalizzare tutto! Secoli di confine con l’Italia non hanno insegnato niente, spiace dirlo, nonostante vedano pure i nostri canali televisivi! Ad esempio, troppi furti? Basta rendere difficili o inutili le denunce, nessuno le fara’ piu’ quindi meno reati, in Italia funziona benissimo. Sul sito in realta’ si parla anche di africani e balcanici, ma niente paura, la soluzione vale anche per loro.
  3. In Ticino sono oppressi dalla fiscalita’ al 25%. In Italia chi paga il 33% tira un sospiro di sollievo, questione di prospettive. Qui lo scudo fiscale di Tremonti viene accusato di portare via i capitali alle banche svizzere che vengono penalizzate per le loro ottime performances. Su queste performances qualche risparmiatore potrebbe anche avere da ridire ma non e’ questo il punto. Ci vuole piu’ fantasia. Tremonti lancia lo scudo fiscale? E le banche dovrebbero rispondere con l’aliquota infuocata, il tasso rotante o, per il colpo finale, l’alabarda spaziale stile Goldrake! L’Italia fa il condono per richiamare i capitali (leciti e illeciti) dall’estero? Benissimo, contro-condono per riportare i capitali dall’italia in Svizzera, con tassi vantaggiosi per chi ritorna subito nelle banche ticinesi.

Questi sono solo alcuni spunti, gli amici ticinesi troverenno soluzioni anche migliori. Ma in tutta questa storia e’ interessante notare come ci sia sempre qualcuno piu’ a Nord del Nord. Magari la Germania sta gia’ pensando a come liberarsi dei frontalieri svizzeri che vanno in Baviera solo a mangiare il loro formaggio, bere la loro birra e che parlano una lingua a loro totalmente incomprensibile, lo svizzero-tedesco!

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Posted by Riccardo L on
E’ interessante vedere come lo stesso risentimento ci sia anche a Ginevra, in questo caso, nei confronti dei cugini transalpini: un sindacato nato contro gli impiegati francesi, petizione contro i costi pubblici dei parcheggi per i pendolari, ... per non parlare che sono les frontaliers la causa principale del traffico, che alimentano la criminalità e il disordine, ecc.
Come dice il proverbio: paese che vai ...
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